FESTIVAL DEL CINEMA SPAGNOLO 2020

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ROMA – Dal 7 al 13 maggio 2020 torna a Roma al Cinema Farnese di Campo dè Fiori (Piazza Campo de’ Fiori, 56) il Festival del Cinema Spagnolo. Ospite d’onore della 13a edizione del Festival a Roma sarà l’attrice Emma Suárez, già protagonista assoluta di “Julieta” di Pedro Almodóvar e vincitrice di tre Premi Goya, che presentarà “70 Binladens”, thriller ad alto voltaggio di Koldo Serra, anche lui atteso a Roma, regista della fortunata serie Netflix “La Casa di Carta”.

Tra i titoli confermati in programma “La hija de un ladrón” di Belén Funes, Premio Goya 2020 come Miglior Opera Prima, nel cast Eduard e Greta Fernández, padre e figlia nel film e nella vita reale; e “Oscuro y Lucientes” di Samuel Alarcón, che racconta la storia degli ultimi giorni di Francisco Goya, celebre pittore scomparso in esilio a Bordeaux nel 1828, morte avvolta nel più fitto mistero. Tra gli eventi speciali, omaggio al genio di Buñuel, nel 50° anniversario di “Tristana” (coproduzione Italia/Francia/Spagna, 1970), con Catherine Deneuve e Franco Nero.

Dopo Roma, il festival farà tappa in diverse città d’Italia: già confermate, a maggio, Perugia (cinema PostModernissimo), Trieste (Ariston), Venezia (Rossini), Treviso (Edera), Trento (Astra) e, dal 4 al 6 giugno, a Firenze (La Compagnia).
Il Festival, organizzato e curato da Exit Media con l’Ufficio culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia, riceve il sostegno della Regione Lazio, Acción Cultural Española, la Reale Accademia di Spagna a Roma e l’Instituto Cervantes di Roma; la RAI si conferma main media partner della manifestazione.

Tutte le proiezioni del Festival del Cinema Spagnolo sono in versione originale con sottotitoli in italiano.

(Franco Baccarini)

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“SOLA AL MIO MATRIMONIO” (FILM)

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Nelle sale italiane da domani, 5 marzo, grazie a Cineclub Internazionale Distribuzione, presentato nella sezione ACID al Festival di Cannes, il film è stato acclamato a numerosi festival internazionali, tra cui il Rome Independent Film Festival, dove ha ricevuto la Menzione Speciale della Giuria e il premio alla protagonista Alina Serban come miglior attrice, e i Premi Magritte, dove ha ottenuto il riconoscimento per i migliori costumi.
Al centro della vicenda il percorso audace di una giovane donna determinata a cambiare il corso della sua vita: protagonista del film è Pamela (Alina Serban), giovane Rom insolente, spontanea e piena di ironia, che decide di lasciare il piccolo villaggio in cui vive con la nonna e la figlia per partire alla volta del Belgio. Con sé porterà soltanto un bagaglio, tre parole di francese e l’infinita speranza di poter cambiare il suo destino e quello della sua bambina. Ma il senso profondo del suo viaggio è quello di conquistare la sua indipendenza.
Seguendo Pamela nel suo viaggio, la regista Marta Bergman firma un’opera d’esordio sincera e dai toni dolceamari, delineando un ritratto emozionante e pieno di energia di una giovane donna che si allontana per ritrovarsi.
“Pamela sogna, si proietta in qualcosa di più grande, in un altrove” – spiega la regista Marta Bergman- “È ciò che la distingue dalle altre ragazze del villaggio. Tracciando il suo percorso, scopre l’amore che nutre per sua figlia e trova in sé stessa le risorse per allevarla da sola. Volevo un personaggio che lo spettatore amasse per la sua audacia, la sua gioia di vivere e il suo desiderio di imparare. Inoltre ho voluto che il film trovasse la sua coerenza nel legame forte, che prosegue nonostante l’assenza, tra madre e figlia. Così come sua madre, Bébé fa parte di una tradizione di personaggi femminili che in diverse generazioni, fanno sentire con forza le loro voci. Il loro destino è alla base della storia che racconto.”

SINOSSI
Pamela, giovane Rom insolente, spontanea e piena di ironia, non assomiglia a nessun’altra ragazza della sua comunità. Vive con sua nonna e la sua bambina, ma sogna la libertà e mondi da esplorare. Rompendo con le tradizioni che la soffocano, parte alla volta dell’ignoto con tre sole parole di francese, un bagaglio e la speranza di un matrimonio in Belgio per cambiare il suo destino e quello di sua figlia. Per conoscere il mondo ed essere libera e indipendente.

(Com. St. raccolto da Franco Baccarini)

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ANTICIPATA L’USCITA DEL FILM “MARIE CURIE”

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“Marie Curie” è un film scritto e diretto da Marie Noëlle, interpretato da Karolina Gruszka, distribuito da Valmyn, e l’uscita è stata anticipata al 5 marzo

Di Marie Curie sappiamo che, grazie una fulgida intelligenza e un grande talento, riuscì a farsi strada ed ebbe successo in un ambiente scientifico dominato dagli uomini. Ma anche una donna forte, passionale e moderna. Questo film, racconta la sua storia.
Il film racconta gli anni più turbolenti della vita di Marie Curie, quelli compresi tra il 1903, anno in cui Marie e Pierre Curie si recano a Stoccolma per ricevere il Premio Nobel per la scoperta della radioattività, e il 1911, quando le venne assegnato il suo secondo Nobel. Nel mezzo, la morte di Pierre, il nuovo amore con il matematico Paul Langevin, lo scandalo.
Scrive la regista: «Chi era Marie Curie? Una brillante scienziata, come tutti sanno. La sua biografia è qualcosa di leggendario. Scoprendo il radio, questa donna eccezionale ha dato un considerevole contributo alla battaglia dell’umanità contro il cancro. Ma chi era la donna dietro la mitica icona della scienza che nel corso del tempo è diventata? La vita la mise di fronte a molte sfide che dovette affrontare con coraggio e perseveranza. È stata la prima docente donna alla Sorbona, la prima donna a vincere il Premio Nobel per la Fisica e – a tutt’oggi – la sola donna ad aver vinto due Nobel in due categorie diverse. Tuttavia non le fu permesso di manifestare i propri sentimenti».

(Franco Baccarini)

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RENDEZ-VOUS 2020, FESTIVAL DEL NUOVO CINEMA FRANCESE

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Al via, dal 1 all’6 aprile 2020, RENDEZ-VOUS, il FESTIVAL DEL NUOVO CINEMA FRANCESE che parte dalla capitale per poi toccare, con focus e artisti, le città di Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Palermo e Torino. Iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, la manifestazione è realizzata dall’Institut français Italia, co-organizzata con UniFrance. Il responsabile del progetto è Benoît Blanchard e la direzione artistica affidata a Vanessa Tonnini.

BNL – Gruppo BNP Paribas, per il decimo anno consecutivo, è sponsor principale della rassegna. Il festival beneficia anche del sostegno della Fondazione Nuovi Mecenati – fondazione franco-italiana per la creazione contemporanea – di Brioni, dell’Hotel St. Regis Rome, di Yves Rocher, di France 24 e Air France, vettore ufficiale.

Il festival Rendez-vous festeggia il suo decimo compleanno con un grande ritorno: Arnaud Desplechin. Il regista, dopo il successo del focus speciale che il festival gli ha dedicato due anni fa, presenterà in anteprima italiana, il suo ultimo lungometraggio: Roubaix, une lumière l Roubaix, una luce (in Concorso a Cannes), distribuito da No.Mad Entertainment, in sala dal 30 aprile 2020. Desplechin incontrerà il pubblico a Roma, al Cinema Nuovo Sacher, e poi alla Cineteca di Bologna.

In un’edizione che si preannuncia ricca di titoli che sembrano ridare nuova vita ai generi, immettendo nel romanzesco la forza che viene dall’attualità, anche Arnaud Desplechin si insinua in questo solco, con un’opera che sorprende per il radicale cambio di registro e per la profondità dei risultati. Considerato la quintessenza del cinema d’autore francese, il regista si cimenta, per la prima volta, con il reale e con un genere che non gli è familiare come il polar. A fare da sfondo e ispirazione alla storia, la sua città natale, ritratta nel malore di una profonda decadenza economica.

Partendo da un fatto di cronaca, ben raccontato dallo sconvolgente documentario di Mosco Boucault per France 3, Desplechin realizza così un thriller sociale teso, febbrile e spirituale, animato dall’intensità teatrale dei suoi protagonisti: Léa Seydoux, Sara Forestier, Roschdy Zem quest’ultimo insignito del premio Lumière come migliore attore per la sua interpretazione.

Convinto che la finzione guadagni a essere uno specchio di indagine di quell’enigma che è il reale, il cineasta crea un noir che trascende elegantemente le strutture di genere per scandagliare gli abissi dell’essere umano e la miseria del mondo di oggi. “Per la prima e unica volta nella mia vita – spiega il regista – ho solidarizzato con due criminali: ho voluto riconsiderare le parole crude delle vittime e delle colpevoli come la più pura delle poesie”.

Arnaud Desplechin | bio
Nato a Roubaix nel 1960, Arnaud Desplechin reinventa il cinema francese negli anni Novanta con film quali La Vie des morts (1991), La Sentinelle (1992) e Comment je me suis disputé… (ma vie sexuelle) (1996). Desplechin entra negli anni Zero con altri lavori minimalisti, poetici e sprezzanti come Esther Kahn (2000, dal romanzo di Arthur Symons), Léo en jouant “Dans la compagnie des hommes” (2003, dalla pièce di Edward Bond), I re e la regina (2004) e il grande successo di critica e pubblico Racconto di Natale (2008). Nel 2013 dirige il suo primo film statunitense, Jimmy P., interpretato da Benicio Del Toro e dal suo attore feticcio Mathieu Amalric. Torna in Francia per realizzare I miei giorni più belli (2015) e I fantasmi di Ismaël, film d’apertura di Cannes 2017.

Le proiezioni sono in versione originale con sottotitoli in italiano.

(Franco Baccarini)

Info e contatti:

rendezvouscinemafrancese.it
institutfrancais.it
it.ambafrance.org
sacherfilm.eu

Contatti Stampa
Ufficio stampa Rendez-vous | Reggi&Spizzichino Communication,
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betty.bousquet@unifrance.org

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IL FAR EAST FILM FESTIVAL SI FARA’

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Il Far East Film Festival 22 si farà.

Si farà dal 24 aprile al 2 maggio 2020 – Udine – Teatro Nuovo & Visionario

UDINE – Il Far East Film Festival si farà: ecco le sette parole che l’affezionatissimo pubblico internazionale della manifestazione stava aspettando e che stavano aspettando anche i cittadini friulani e italiani. L’emergenza del Coronavirus, cioè un’emergenza a livello globale, vincola necessariamente questo annuncio alle normative istituzionali in materia e all’evolversi della situazione, questo è chiaro, ma la ventiduesima edizione del FEFF si farà.
«È dal 1999 che il Far East Film Festival porta centinaia e centinaia di filmmaker e artisti asiatici qui in Regione – commentano Sabrina Baracetti e Thomas Bertacche, i due fondatori e responsabili del FEFF – e la prospettiva di non poterlo fare anche quest’anno, o per lo meno di dover rinunciare agli ospiti di area cinese, ci crea ovviamente un grande dispiacere. Per fortuna viviamo in un’epoca ipertecnologica e, ove mai le cose non dovessero prefigurarsi in modo positivo, garantiremo comunque la loro presenza attraverso i collegamenti digitali».
Aggiunge Tiziana Gibelli, Assessore regionale alla Cultura: «Nel 2001, pochi giorni dopo la tragedia del World Trade Center, la società della quale ero allora Amministratore Delegato realizzò dalla Scuola Grande di San Rocco a Venezia la presentazione mondiale dell’album di Andrea Bocelli. Andò molto bene allora, che si era alla preistoria del digitale via satellite, andrà benissimo anche adesso, con il FEFF 2020, perché nella peggiore delle ipotesi ci collegheremo con estrema facilità con chi dal Far East non riuscirà a raggiungerci e anche con chi da lì vorrà seguirci. Anzi, potremo anche aprire una nuova strada per raggiungere il pubblico che vuole seguire i film del proprio paese che partecipano a un festival europeo così importante».
«Il Comune di Udine – conclude Fabrizio Cigolot, Assessore comunale alla Cultura – garantirà al Festival tutto l’appoggio necessario affinché questa importante manifestazione consegua il grande successo delle edizioni precedenti».
Se la questione-ospiti rimane, dunque, obbligatoriamente in stand-by (le presenze verranno confermate solo a ridosso dell’inizio, cioè il prossimo 24 aprile), tutto lo staff del FEFF 22 è già operativo da mesi e sta lavorando ogni giorno per dare forma all’attesissima edizione 2020.

(Franco Baccarini e Ufficio Stampa del Festival)

FEFF21

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MARIE CURIE AL CINEMA

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Dal 12 marzo al cinema Marie Curie, il film che racconta la donna dietro l’icona della scienza. L’unica a donna a vincere due premi Nobel, come nessuno l’ha mai raccontata.

A chi le domandava come fosse essere sposati con un genio, lei rispondeva: “Non lo so, chiedetelo a mio marito”…
Di Marie Curie sappiamo che, grazie una fulgida intelligenza e un grande talento, riuscì a farsi strada ed ebbe successo in un ambiente scientifico dominato dagli uomini. Ma Marie Curie fu anche una donna forte, passionale e moderna. Questo film, racconta la sua storia.
“Marie Curie” esce in Italia in occasione dell’8 marzo (per quel giorno saranno programmate alcune anteprime) e sarà in sala dal 12 marzo con Valmyn.
Scritto e diretto da Marie Noëlle, “Marie Curie” è interpretato da Karolina Gruszka, e racconta i cinque anni più turbolenti della vita di questa donna geniale, quelli compresi tra il 1905, anno in cui Marie e Pierre Curie si recano a Stoccolma per ricevere il Premio Nobel per la scoperta della radioattività, e il 1911, quando le venne assegnato il suo secondo Nobel.
Nel mezzo, la morte di Pierre, il nuovo amore con il matematico Paul Langevin, lo scandalo.
Scrive la regista: «Chi era Marie Curie? Una brillante scienziata, come tutti sanno. La sua biografia è qualcosa di leggendario. Scoprendo il radio, questa donna eccezionale ha dato un considerevole contributo alla battaglia dell’umanità contro il cancro. Ma chi era la donna dietro la mitica icona della scienza che nel corso del tempo è diventata? La vita la mise di fronte a molte sfide che dovette affrontare con coraggio e perseveranza. È stata la prima docente donna alla Sorbona, la prima donna a vincere il Premio Nobel per la Fisica e – a tutt’oggi – la sola donna ad aver vinto due Nobel in due categorie diverse. Tuttavia non le fu permesso di manifestare i propri sentimenti».

(Com. Stampa raccolto da Franco Baccarini)

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GLI INCONFESSABILI VORTICI DELL’AMORE

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ARTICOLO/INTERVISTA SUL ROMANZO DI VINCENZO SOTTILE

Vincenzo Sottile, nato a Roma nel 1965, è l’autore de “Gli inconfessabili vortici dell’amore” (Pedrazzi Editore, 2020). Ha all’attivo due vittorie in due edizioni consecutive del concorso letterario nazionale ‘Racconti di Natale’, organizzato da ‘Letteratura e Cinema blog’: nel 2018 con il racconto “L’inafferrabile magia di universi sotterranei e paralleli senza tempo” e nel 2019 con “Un imprevisto dono d’amore”.

Veniamo alla sinossi del romanzo di esordio di Vincenzo Sottile.
Sullo sfondo di una Roma sgretolata, lacerata da problemi di varia natura, da Collina Fleming a Viale Parioli, dal Tiburtino a Casal Bruciato, una vicenda d’amore, odio, sentimenti inespressi per paura o pudore. Riusciranno le famiglie Serpetti e Lanfranchi a conquistare un sia pur fragile equilibrio? Carola Serpetti e Davide Lanfranchi si sono amati per diversi anni in maniera cieca, parossistica, quasi totalizzante e dalla loro unione è nato Luca. Sfondo idilliaco, dunque? Nemmeno per sogno! Il matrimonio giunge agli sgoccioli e la coppia deve reinventarsi una vita; o, quanto meno, dovrebbe. La girandola di emozioni incontrollabili e contorte è sempre in agguato e Davide non riesce ad accettare la separazione, vivendo nel passato. Forse la sua non è più solo un’ossessione ma qualcosa di profondo, perverso e subdolo che potrebbe distruggere la nuova esistenza di Carola e delle persone a lei care che, giorno dopo giorno, lottano con lei per far sì che riesca a recuperare una vita serena. Saranno capaci, con la forza del loro amore, di sconfiggere l’ossessiva follia del male che sembra sviluppare sempre nuove ramificazioni?
Abbiamo incontrato a Roma l’autore.

Quali motivazioni l’hanno indotta ad iniziare il percorso di scrittore? E c’è un evento, una lettura fatta, un’immagine, che la ricollega al momento in cui ha deciso di voler intraprendere questa avvincente strada?
In realtà ho sempre amato scrivere. Da ragazzo, quando ero triste e nervoso, scribacchiavo dei pensieri dove capitava. Non era un vero e proprio diario, ma aveva un effetto rilassante sopra di me. Scrivere, probabilmente, è stata la naturale conseguenza di tutto ciò. Poi, come spesso accade, la vita si è dipanata per sentieri inaspettati e intricati, tanto che, solo da poco, ho potuto realizzare il mio sogno dopo anni di vicissitudini familiari poco piacevoli.

A quali fasce di pubblico consiglierebbe la lettura del suo “Gli inconfessabili vortici dell’amore?”
Non esiste una fascia di pubblico specifica alla quale si rivolge il mio libro. Il romanzo parla di sentimenti repressi per paura o inespressi per pudore. La storia può idealmente riguardare tutti, prescindendo dall’età anagrafica.

In quale misura gli “incontri”, intendo le vaste letture fatte nella sua vita, con i grandi narratori hanno influito nel suo voler praticare l’arte della scrittura, e quali autori l’hanno formata maggiormente e, magari, sono stati concausa della sua scelta di divenire scrittore?
Fra i miei autori preferiti amo ricordare Marcel Proust e le sue prolisse descrizioni nella Ricerca del Tempo Perduto, Benito Perez Galdós e i suoi affreschi letterari di storia nazionale spagnola, riportati nei suoi 46 libri conosciuti come Episodi Nazionali. Senz’altro queste letture mi hanno formato maggiormente di altre, ma l’autore che prediligo è il noto scrittore milanese di gialli Giorgio Scerbanenco, Per molti critici letterari non è all’altezza dei primi due, ma ho sempre amato il suo stile impietoso, asciutto ed essenziale. Mi attrarrebbe l’idea di riuscire a scrivere dei noir come lui.

Quali sono le fonti di ispirazione di cui si serve quando scrive? Parte da esperienze reali, autobiografiche o dalla sua immaginazione? Probabilmente, ci sarà un ruolo per tutte e tre le tipologie menzionate. In tal caso, in quale ordine le metterebbe come principali fonti della sua ispirazione?
Amo osservare la gente e posso ricavare degli spunti da personaggi reali. Un fattore preponderante gioca, però, l’immaginazione. Credo sia una delle componenti fondamentali nel lavoro di ogni scrittore. Ad ogni modo, stilando una classifica, direi che l’immaginazione vince nettamente, seguita a molte lunghezze da esperienze reali, non necessariamente mie, e da situazioni autobiografiche. Negli Inconfessabili Vortici dell’Amore non ci sono componenti autobiografiche ma, bensì, frammenti di realtà che si riferiscono alla quasi totalità dei vari strati sociali che formano l’umanità.

Nella letteratura è chiaro che ci siano rapporti tra sentimenti, immedesimazione, finzione letteraria ed autobiografia. Le è capitato che qualcuna di queste componenti sia, per così dire, sfuggita al suo controllo ed abbia preso il sopravvento sulle altre?
Benché in campo letterario esistano profondi rapporti fra immedesimazione, finzione letteraria e autobiografia, nessuna di queste componenti mi è mai sfuggita di mano. Però, chissà… mai dire mai! Magari, in futuro, potrebbe verificarsi un eccesso di immaginazione nello stendere un altro dei miei scritti.

E per finire, un gioco: se potesse scegliere solo tre libri da consigliare, che lei particolarmente ama, quali sarebbero?
Se potessi scegliere tre libri da consigliare indicherei La Sabbia Non Ricorda di Giorgio Scerbanenco,
I Buddenbrook di Thomas Mann e Fortunata e Giacinta di Benito Perez Galdós.

Franco Baccarini
(dietro gentile concessione dell’Agenzia di Stampa PressItalia)

© PressItalia 2020

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TORINO CITTA’ DEL CINEMA 2020

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TORINO – Quest’anno, in occasione del ventesimo anniversario dell’apertura del Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana e della nascita di Film Commission Torino Piemonte, il capoluogo piemontese è ‘Città del Cinema’.
La Settima Arte da sempre caratterizza fortemente il capoluogo piemontese perché si fonda sui suoi elementi distintivi e caratterizzanti: creatività e razionalità, progettualità e produzione, innovazione e applicazione. È anche per questo che il mondo del cinema rappresenta in città una rete produttiva estremamente collaborativa, un tessuto diffuso la cui trama si compone di produzione, professionalità, centri sperimentali, festival e formazione.
Oltre alla presenza di luoghi iconici come la Mole Antonelliana che da 20 anni ospita il Museo Nazionale del Cinema, unico esempio nel nostro Paese, sono molti gli attori che contribuiscono a rafforzare il legame di Torino e del Piemonte con il cinema. La Film Commission, creata con l’obiettivo di promuovere il territorio e accogliere nuove produzioni cinematografiche; il Centro di produzione Rai (presente solo in altre 2 città italiane, Milano e Napoli); le istituzioni universitarie UNITO e POLITO, il Centro Sperimentale di Cinematografia e la scuola Holden che offrono corsi universitari e/o professionalizzanti legati alla produzione filmica o di animazione.
Torino è anche sede di importanti festival cinematografici (tra cui Torino Film Festival, Lovers Film Festival, Cinemambiente, Sottodiciotto, Seeyousound, View Conference, Piemonte Movie e il recente Festival della Tecnologia del Politecnico di Torino) e di eventi, spazi e progetti legati all’innovazione e alla creatività contemporanea come il Creative Europe Desk Media. In città, inoltre, vi sono aziende specializzate nel settore, teatri di posa e case di produzione, numerose sale cinematografiche e due hub importanti come la sede della Film Commission Torino Piemonte in via Cagliari e gli spazi di Corso Lombardia, sede riattivata di Lumiq Studios.
Un distretto culturale e industriale che si è ritagliato uno spazio significativo nel comparto dell’audiovisivo nazionale e internazionale e che ha portato alla realizzazione a Torino e in Piemonte oltre 1.200 progetti in vent’anni, tra cui più di 200 lungometraggi per il cinema.
Il legame tra Torino e il cinema è stato consacrato fin dalla notte di Capodanno con i festeggiamenti organizzati dalla Città di Torino e realizzati da Torino Masters of Magic per accogliere il 2020. Nello spettacolo in piazza Castello, infatti, oltre alla esibizioni di magia sono andati in scena i film che hanno fatto la storia del ‘grande schermo’.
Il mese di gennaio, tra i vari appuntamenti, ha visto protagonisti Gianni Amelio, arrivato in città per presentare il suo ultimo lavoro, ‘Hammamet’; il regista israeliano Amos Gitai che ha tenuto la prima di 20 Masterclass (così come sono 20 gli anni che il Museo Nazionale del Cinema e la Film Commission Torino Piemonte compiono quest’anno) organizzate dal Museo per rendere omaggio ai grandi nomi del cinema contemporaneo internazionale; Gigi Marzullo che questa sera sarà intervistato dal critico cinematografico Steve Della Casa per il primo incontro del nuovo anno della rassegna ‘Racconti di cinema e di vita’ promossa da Film Commission Torino Piemonte.
Febbraio si aprirà con l’anteprima nazionale del film ‘Si vive una volta sola’, di e con Carlo Verdone. Per l’occasione l’attore sarà in sala al Massaua Cityplex – che organizza la serata – insieme ad alcuni componenti del cast: Anna Foglietta, Max Tortora e Rocco Papaleo. Si tratta del primo di molti appuntamenti che porteranno in città le première di importanti broadcaster nazionali e major internazionali alla presenza di registi e attori di grande notorietà. Le anteprime e le proiezioni speciali sono organizzate da Film Commission Torino Piemonte in sinergia e collaborazione con l’AGIS Piemonte e Valle d’Aosta in rappresentanza degli esercenti cittadini.
La giornata del 14 febbraio sarà caratterizzata da più appuntamenti tra cui l’open day della mostra ‘Cinemaddosso. I costumi di Annamode da Cinecittà ad Hollywood’ al Museo Nazionale del Cinema e l’inaugurazione del tour di cine-turismo ‘Torino Città del Cinema’.
‘Cinemaddosso. I costumi di Annamode da Cinecittà ad Hollywood’ è un percorso immersivo e interattivo ospitato alla Mole Antonelliana che, fino al 15 giugno, racconterà la storia del costume cinematografico attraverso le creazioni della sartoria Annamode, fondata nel 1949 da due sorelle, Anna e Teresa Allegri. In un visionario viaggio espositivo saranno messe in scena le ‘opere’ più rappresentative della sartoria dagli anni della ‘Dolce vita’ ai nostri giorni con costumi realizzati per grandi produzioni internazionali. Aprirà e chiuderà la mostra un omaggio a Federico Fellini e a Piero Tosi, alla loro straordinaria moder­nità e inventiva. In questa sezione saranno esposti gli abiti di plastica della sfilata dell’episodio di Toby Dammit dal film ‘Tre Passi nel Delirio’ (1968), la cui realizzazione era assolutamente innovativa per l’epoca e che non sono quasi mai stati esposti per la loro delicatezza ed estrema rarità.
A partire dal 14 febbraio, e per tutto l’anno, sarà possibile effettuare un percorso unitario, un tour nei luoghi più iconici legati alla riprese di importanti pellicole realizzate in città: un tour per il grande pubblico, cittadini e turisti, per addentrarsi nella storia cinematografica di Torino attraverso 20 postazioni multimediali. Le ‘opere’ – a completamento dell’installazione inaugurata lo scorso novembre in piazza Castello – sono realizzate da Fargo Film, ideate e progettate dallo Studio Loredana Iacopino Architettura. Il tour di cine-turismo ‘Torino Città del Cinema’, ideato e curato da Film Commission Torino Piemonte e Museo Nazionale del Cinema, verrà presentato e inaugurato alle ore 11.30 di venerdì 14 febbraio, con partenza dal cortile del Museo del Risorgimento.
Venerdì 21 febbraio il Museo Nazionale del Cinema ospiterà la seconda Masterclass che avrà come protagonista il regista londinese Julien Temple. Nello stesso giorno, al Cinema Massimo, prenderà il via la VI edizione dell’International Music Film Festival Seeyousound, festival italiano dedicato al cinema musicale e alla musica nel cinema.
L’anno proseguirà con molti eventi, organizzati dai tantissimi soggetti coinvolti nella programmazione, tra i principali: a maggio è in programma una giornata dedicata al cinema d’animazione; tra giugno e luglio ‘Torino Città del Cinema 2020’ vedrà l’organizzazione di un evento diffuso che coinvolgerà tutte le sale della città e l’allestimento di una grande arena cinematografica nella straordinaria cornice di piazzetta Reale (da fine giugno a fine luglio); l’11 luglio, in collaborazione con gli enti culturali della città e i commercianti, sarà organizzata una Notte bianca del cinema con proiezioni no-stop, aperture serali speciali, eventi e intrattenimenti pubblici; nel week end del 18 e 19 luglio, il Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte festeggeranno i loro 20 anni con aperture straordinarie, allestimenti inediti e grandi ospiti; a novembre, nell’ambito del 38° Torino Film Festival, prenderà il via il 3° Torino Film Industry durante il quale si svolgerà un convegno sul cinema del futuro che sonderà le possibili evoluzioni della settima arte, con la partecipazione di importanti personalità e istituzioni pubbliche e private.
‘Torino Città del Cinema 2020. Un film lungo un anno’ è un progetto di Città di Torino, Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte, realizzato con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con Regione Piemonte e Fondazione per la Cultura Torino.
Rai è Media Partner unico della manifestazione. Rai Movie, in particolare, seguirà tutti gli eventi, soprattutto con il programma “Movie Mag”. Per l’informazione, oltre alla copertura offerta dai Tg e dalle reti tv, ‘Torino città del cinema 2020’ sarà protagonista dell’informazione del Gr1 Rai che la seguirà con la propria redazione Cultura e avrà spazi anche su Radio2 e Radio1. Ai festeggiamenti per il ventennale si assoceranno anche – con iniziative dedicate – Rai Fiction e Rai Cinema che hanno un rapporto consolidato con il capoluogo piemontese, oltre che Rai Cultura, Rai Teche e RaiPlay. Il Centro di Produzione Tv di Torino organizzerà visite guidate e aperture straordinarie del Museo della Radio e della Tv e di Rai Ragazzi che ha, in Torino, una sede privilegiata per le proprie produzioni. La Direzione Creativa Rai dedicherà uno spot che sarà messo in onda sulle reti tv in occasione della manifestazione.

(Franco Baccarini)

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BOMBSHELL – LA VOCE DELLO SCANDALO

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Sarà “Bombshell” la voce dello scandalo, il film con Charlize Theron, Nicole Kidman e Margot Robbie ad aprire, il 21 marzo, l’undicesima edizione del Bif&st

BARI – Il festival, quest’anno dedicato a Mario Monicelli, si svolgerà a Bari dal 21 al 28 marzo e ospiterà l’anteprima italiana del film di Jay Roach al Teatro Petruzzelli, nella sezione Anteprime Internazionali.
Basato su fatti realmente accaduti, BOMBSHELL la voce dello scandalo racconta l’incredibile storia delle donne che hanno spodestato l’uomo che ha contribuito a creare il più potente e controverso impero dei media di tutti i tempi, Fox News. Uno straordinario ritratto delle scelte coraggiose di tre donne, molto differenti tra loro, che decidono di lottare contro un sistema di potere e di abusi, che vigeva indisturbato.
Protagonisti del film sono il premio Oscar® Charlize Theron, il premio Oscar® Nicole Kidman, il candidato Oscar® John Lithgow e la candidata Oscar® Margot Robbie. È diretto dal vincitore del premio Emmy® Jay Roach ed è sceneggiato dal premio Oscar® Charles Randolph.
BOMBSHELL la voce dello scandalo è un’esclusiva per l’Italia Leone Film Group in collaborazione con Rai Cinema, e sarà in sala dal 26 marzo con 01 Distribution. È una produzione Lionsgate in associazione con Creative Wealth Media e Annapurna Pictures, una produzione Bron Studios / Denver And Delilah / Gramsci / Lighthouse Management & Media.

Si ringrazia l’Ufficio Stampa Punto & Virgola.

(Franco Baccarini)

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Franco Baccarini

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Franco Baccarini a “La Sapienza”

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Prof. Franco BACCARINI

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Bari (la stazione centrale e i dintorni)



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FRANCO BACCARINI a LA SAPIENZA

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FRANCO BACCARINI

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FRANCO BACCARINI (cattedra di Bioetica e Diritti Umani dell’UNESCO – pres. Prof. Alberto Garcia)

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FRANCO BACCARINI (cattedra di Bioetica e Diritti Umani dell’UNESCO – presid. Prof. Alberto Garcia)

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FRANCO BACCARINI

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FRANCO BACCARINI

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