GLI INCONFESSABILI VORTICI DELL’AMORE

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ARTICOLO/INTERVISTA SUL ROMANZO DI VINCENZO SOTTILE

Vincenzo Sottile, nato a Roma nel 1965, è l’autore de “Gli inconfessabili vortici dell’amore” (Pedrazzi Editore, 2020). Ha all’attivo due vittorie in due edizioni consecutive del concorso letterario nazionale ‘Racconti di Natale’, organizzato da ‘Letteratura e Cinema blog’: nel 2018 con il racconto “L’inafferrabile magia di universi sotterranei e paralleli senza tempo” e nel 2019 con “Un imprevisto dono d’amore”.

Veniamo alla sinossi del romanzo di esordio di Vincenzo Sottile.
Sullo sfondo di una Roma sgretolata, lacerata da problemi di varia natura, da Collina Fleming a Viale Parioli, dal Tiburtino a Casal Bruciato, una vicenda d’amore, odio, sentimenti inespressi per paura o pudore. Riusciranno le famiglie Serpetti e Lanfranchi a conquistare un sia pur fragile equilibrio? Carola Serpetti e Davide Lanfranchi si sono amati per diversi anni in maniera cieca, parossistica, quasi totalizzante e dalla loro unione è nato Luca. Sfondo idilliaco, dunque? Nemmeno per sogno! Il matrimonio giunge agli sgoccioli e la coppia deve reinventarsi una vita; o, quanto meno, dovrebbe. La girandola di emozioni incontrollabili e contorte è sempre in agguato e Davide non riesce ad accettare la separazione, vivendo nel passato. Forse la sua non è più solo un’ossessione ma qualcosa di profondo, perverso e subdolo che potrebbe distruggere la nuova esistenza di Carola e delle persone a lei care che, giorno dopo giorno, lottano con lei per far sì che riesca a recuperare una vita serena. Saranno capaci, con la forza del loro amore, di sconfiggere l’ossessiva follia del male che sembra sviluppare sempre nuove ramificazioni?
Abbiamo incontrato a Roma l’autore.

Quali motivazioni l’hanno indotta ad iniziare il percorso di scrittore? E c’è un evento, una lettura fatta, un’immagine, che la ricollega al momento in cui ha deciso di voler intraprendere questa avvincente strada?
In realtà ho sempre amato scrivere. Da ragazzo, quando ero triste e nervoso, scribacchiavo dei pensieri dove capitava. Non era un vero e proprio diario, ma aveva un effetto rilassante sopra di me. Scrivere, probabilmente, è stata la naturale conseguenza di tutto ciò. Poi, come spesso accade, la vita si è dipanata per sentieri inaspettati e intricati, tanto che, solo da poco, ho potuto realizzare il mio sogno dopo anni di vicissitudini familiari poco piacevoli.

A quali fasce di pubblico consiglierebbe la lettura del suo “Gli inconfessabili vortici dell’amore?”
Non esiste una fascia di pubblico specifica alla quale si rivolge il mio libro. Il romanzo parla di sentimenti repressi per paura o inespressi per pudore. La storia può idealmente riguardare tutti, prescindendo dall’età anagrafica.

In quale misura gli “incontri”, intendo le vaste letture fatte nella sua vita, con i grandi narratori hanno influito nel suo voler praticare l’arte della scrittura, e quali autori l’hanno formata maggiormente e, magari, sono stati concausa della sua scelta di divenire scrittore?
Fra i miei autori preferiti amo ricordare Marcel Proust e le sue prolisse descrizioni nella Ricerca del Tempo Perduto, Benito Perez Galdós e i suoi affreschi letterari di storia nazionale spagnola, riportati nei suoi 46 libri conosciuti come Episodi Nazionali. Senz’altro queste letture mi hanno formato maggiormente di altre, ma l’autore che prediligo è il noto scrittore milanese di gialli Giorgio Scerbanenco, Per molti critici letterari non è all’altezza dei primi due, ma ho sempre amato il suo stile impietoso, asciutto ed essenziale. Mi attrarrebbe l’idea di riuscire a scrivere dei noir come lui.

Quali sono le fonti di ispirazione di cui si serve quando scrive? Parte da esperienze reali, autobiografiche o dalla sua immaginazione? Probabilmente, ci sarà un ruolo per tutte e tre le tipologie menzionate. In tal caso, in quale ordine le metterebbe come principali fonti della sua ispirazione?
Amo osservare la gente e posso ricavare degli spunti da personaggi reali. Un fattore preponderante gioca, però, l’immaginazione. Credo sia una delle componenti fondamentali nel lavoro di ogni scrittore. Ad ogni modo, stilando una classifica, direi che l’immaginazione vince nettamente, seguita a molte lunghezze da esperienze reali, non necessariamente mie, e da situazioni autobiografiche. Negli Inconfessabili Vortici dell’Amore non ci sono componenti autobiografiche ma, bensì, frammenti di realtà che si riferiscono alla quasi totalità dei vari strati sociali che formano l’umanità.

Nella letteratura è chiaro che ci siano rapporti tra sentimenti, immedesimazione, finzione letteraria ed autobiografia. Le è capitato che qualcuna di queste componenti sia, per così dire, sfuggita al suo controllo ed abbia preso il sopravvento sulle altre?
Benché in campo letterario esistano profondi rapporti fra immedesimazione, finzione letteraria e autobiografia, nessuna di queste componenti mi è mai sfuggita di mano. Però, chissà… mai dire mai! Magari, in futuro, potrebbe verificarsi un eccesso di immaginazione nello stendere un altro dei miei scritti.

E per finire, un gioco: se potesse scegliere solo tre libri da consigliare, che lei particolarmente ama, quali sarebbero?
Se potessi scegliere tre libri da consigliare indicherei La Sabbia Non Ricorda di Giorgio Scerbanenco,
I Buddenbrook di Thomas Mann e Fortunata e Giacinta di Benito Perez Galdós.

Franco Baccarini
(dietro gentile concessione dell’Agenzia di Stampa PressItalia)

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