TECHNOETHICS AND BIOETHICS IN FILM (2024) di Franco Baccarini

Dichiarazioni dell’autore:

Oggi sono due anni che è uscito il mio volume universitario in inglese per Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca, Norvegia, Svezia e Finlandia, e mi ​ha dato (e ancora mi sta dando​) soddisfazioni immense!!! Ben al di là delle aspettative!!

Dopo un quarto di secolo di miei articoli e saggi tradotti e pubblicati in ​Europa, Nord America e Sud America, sono ​stato molto emozionato nel presentare il mio primo volume per il mercato internazionale, in inglese, edito da ​una potente university press, frutto di un noto sodalizio di università britanniche (collaboro da tanti anni con un loro prestigioso mensile), un ​volum​e, adottato – da quanto mi è stato detto – da decine di università nel nord-Europa!!

Nella lunga storia dell’essere umano, il “Sapere” si è trasmesso dapprima oralmente, ​poi attraverso la scrittura, ed infine ​attraverso le immagini. Un film può da solo raggiungere ogni angolo del pianeta (soprattutto, ma non solo, quelli statunitensi, che si avvalgono di una distribuzione mondiale​, seppur immeritata) andando a formare il “sapere” su di un tema, che molto spesso è un sapere erroneo, talvolta perfino pericoloso, ma che – soprattutto in tutti quegli spettatori che non hanno studiato o non hanno conoscenza della materia trattata da quel tal film – diventa l’unico sapere che lo spettatore porterà con sé per il resto della vita. E l’immagine ha un potere di persuasione e di penetrazione che la trasmissione orale o scritta non hanno mai avuto e mai avranno​ (non ho detto “più importante”! Ma ho parlato di “potere di persuasione e di penetrazione”).

Perfino un film apparentemente innocuo, commerciale, di genere fantasy o anche di altro genere, può avere delle ripercussioni assai delicate, e talvolta ​fuorvianti (non raramente è nell’intento dei produttori), nello sviluppo del (credere di) sapere delle molteplici e delicatissime tematiche tecnoeticamente e bioeticamente rilevanti (mi fregio di aver conseguito con lode il Master ​biennale universitario con obbligo di frequenza in Bioetica ad inizio millennio, proprio nel primo biennio in cui esso si teneva, trattandosi di novità assoluta, che poi ha preso piede sempre più).

Il cinema è anche vettore di modelli di comportamento che sono sempre più simili tra loro a livello mondiale, quando per millenni, fino a pochi decenni or sono, ogni continente (ed al proprio interno, ogni nazione) aveva una propria cultura che in qualche modo “imponeva” modelli comportamentali e sociali che sono andati appiattendosi in nome di una globalizzazione della società, e non soltanto dell’economia.

Questa è soltanto una brevissima e necessariamente ​moooolto incompleta sinossi di quanto trattato nel ​volum​e, adottato – da quanto mi è stato detto – da decine di università nel nord-Europa!!

Ho fortemente voluto l’immagine di copertina, di mia proprietà legale, che tanti anni or sono fu la copertina di un mio volume sul tema, ma non si tratta di un doppione, perché quel libro era solo per l’Italia, mentre questo​ (peraltro, aggiornato) è​ solo per il mercato internazionale.