CAROSELLO IN LOVE

SU RAI 1 DOMENICA 30 NOVEMBRE

I protagonisti di “Carosello in love”

Abbiamo partecipato, nella tarda mattinata di oggi, negli studi RAI di Via Teulada in Roma, la conferenza stampa di presentazione del film TV “Carosello in love”, con Ludovica Martino e Giacomo Giorgio, per la regia di Jacopo Bonvicini e la sceneggiatura di Simona Coppini e Armando Festa. Una produzione Grøenlandia in collaborazione con Rai Fiction, in onda in prima visione su Rai1 domenica 30 novembre.

“Carosello” è stato uno storico programma RAI, dopo il Tg della sera, iniziato il 3 febbraio 1957 (sull’unico canale allora esistente) e terminato il 1° gennaio 1977, dopo 7.261 puntate. Chi vi scrive è tra i fortunati a vivere tutta l’infanzia con “Carosello” che, per rendere l’idea, era il programma tv più popolare insieme con il Telegiornale serale (c’era quasi solo quello, e l’Italia si fermava per conoscere le notizie del giorno), con “Canzonissima” e con il Festival di Sanremo! Ha fatto epoca la frase: “Vai a letto dopo Carosello”, che i genitori dicevano ai bambini.

Partendo da “Carosello” si arriva al set di questo “Carosello in love”, il set di una love story tra Laura e Mario, due professionisti della tv che intrecciano la loro vicenda sentimentale con gli indimenticabili ‘cortometraggi pubblicitari’ (così possiamo definirli) che, in vent’anni, hanno fatto la storia della televisione italiana. Nostalgia e sentimento si uniscono nel racconto di un’epoca magica che fa parte della memoria collettiva degli italiani.

In “Carosello in love”, Laura (interpretata da Ludovica Martino) è una ragazza affascinata dalla potenza magnetica della tv, Mario (l’attore Giacomo Giorgio) è, invece, un regista scettico, che concede in prestito il suo talento alla pubblicità, mentre nel cassetto conserva il sogno del cinema d’autore. Sul set del leggendario programma, le vite di Laura e Mario si intrecciano: tra sentimenti e lavoro i due protagonisti trascorreranno vent’anni tra scontri e malintesi, sfiorandosi e rischiando di non trovarsi mai.

(Franco Baccarini)

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