LA CATTURA DI MATTEO MESSINA DENARO

Si è tenuta oggi, nella tarda mattinata, la presentazione alla stampa della miniserie, alla presenza di Maria Pia Ammirati (Direttore Rai Fiction), Pietro Valsecchi (sceneggiatore, Head Writer), Michele Soavi (Regista), Lino Guanciale, Levante, Leo Gassmann e parte del resto del cast.
Rai Fiction presenta L’INVISIBILE – La cattura di Matteo Messina Denaro, In prima visione su Rai1 martedì 3 e mercoledì 4 febbraio, per la regia di Michele Soavi, la sceneggiatura di Pietro Valsecchi con Salvatore De Mola e Luca Vendruscolo. Produzione di CamFilm in collaborazione con Rai Fiction.
Personaggi e interpreti:
Lucio Gambera (Lino Guanciale); Gambera è il Colonnello del Ros incaricato di seguire le indagini sul superlatitante Matteo Messina Denaro, a cui dà la caccia da anni.
Sancho (Massimo De Lorenzo); maresciallo valoroso, Sancho è il membro più anziano della squadra e braccio destro del Colonnello da molto tempo.
Dago (Giacomo Stallone); giovane maresciallo siciliano, un uomo d’azione che è anche esperto di riprese aeree.
Garcia (Roberto Scorza); brigadiere trentenne, è esperto di mappe, ricognizioni e soprattutto di identikit. Nel corso degli anni ha prodotto innumerevoli disegni del possibile volto del boss.
Nikita (Noemi Brando); unica donna della squadra, è una grande agente e una pilota d’auto eccezionale. Viene dal Nord Italia ed è fidanzata.
Paolo Guido (Paolo Briguglia); è il Vice Procuratore di Palermo che si occupa dell’operazione “Tramonto” insieme a Gambera, a cui è legato da un profondo senso di amicizia e con il quale condivide anche l’ossessione per la ricerca di Messina Denaro.
Giove (Bernardo Casertano); membro della squadra di Gambera, Giove è un agente dal carattere simpatico e disponibile. Dopo Sancho è il più anziano fra i “fedelissimi” del Colonnello.
Maria Gambera (Levante); moglie di Gambera e madre dei suoi due figli. È una donna forte e coraggiosa, la vera colonna portante della famiglia.
Ram (Leo Gassmann); trentenne solare, originario di Roma ed esperto di intercettazioni radio. Ha una fidanzata a cui tiene moltissimo, ma che è spesso costretto a trascurare per dedicarsi al lavoro.
Matteo Messina Denaro (Ninni Bruschetta); è stato per decenni uno tra i dieci latitanti più ricercati al mondo. Boss di Cosa Nostra, ha iniziato la sua scalata al potere come braccio destro del Capo dei Capi Totò Riina, fino a quando, alla sua morte, ne ha preso il posto. Secondo le condanne a suo carico avrebbe partecipato come mandante o esecutore a circa sessanta delitti. Per trent’anni è esistita un’unica foto del suo volto, non c’erano registrazioni della sua voce, nessuno aveva schedato le sue impronte o era riuscito a scoprire le sue generalità: da qui il titolo della serie.
Il Colonnello Lucio Gambera è a capo della squadra di Carabinieri del ROS incaricata di catturare il boss della mafia Matteo Messina Denaro. Gambera è da anni sulle tracce del latitante ma, a causa dei ripetuti fallimenti, ha ricevuto dal suo Comandante un ultimatum: ha tre mesi di tempo per portare a termine l’incarico, dopodiché lui e la sua squadra verranno sostituiti. Comincia così una lotta contro il tempo per stanare il latitante, una missione che richiede molti sacrifici. Grazie alla perseveranza della sua squadra, a pochi giorni dalla scadenza, il Colonnello scopre alcuni pizzini nascosti a casa della sorella di Messina Denaro, contenenti dettagli sulle condizioni di salute del boss e sulla clinica dove si cura. Informazioni che gli consentono di organizzare un’operazione ad alta tensione al termine della quale il boss viene finalmente arrestato.
Una dichiarazione del regista, Michele Soavi: “La Sicilia, ‘la terra dei limoni’. Federico Secondo di Svevia l’aveva definita così: “Non invidio a Dio il Paradiso perché io ho la mia Sicilia”. Questo è lo scenario meraviglioso della storia. L’azzurro pastello del mare contrapposto alle vette aguzze e impervie delle montagne arse dal sole. Un paesaggio fermo e incantato dove due lembi di mari si incontrano e ne creano un vento. Si chiama così Trapani: la città del vento e dell’accoglienza. In questa isola dai colori tenui di fiaba inizia l’operazione ‘Tramonto’. Un nome che nasce da una poesia scritta da una bambina di nove anni che perde la vita insieme alla famiglia, vittime di un attentato di mafia. In questa storia raccontiamo l’indagine minuziosa, capillare ed estenuante della squadra del Ros dei Carabinieri che portò alla cattura del nemico pubblico numero uno: Matteo Messina Denaro. Narrare storie delle forze dell’ordine è da sempre stata una mia grande passione. Un coinvolgimento talmente importante che è stato ereditato da uno dei miei figli, che oggi fa il Carabiniere. Raccontare i sacrifici, i successi, le delusioni e i sentimenti di questi uomini impegnati 24 ore su 24 a difendere il nostro territorio dalla criminalità organizzata è diventata per me una missione e un impegno per diffondere e trasmettere un forte senso di legalità. Sono le storie degli eroi dell’ombra, spesso costretti a celare il proprio volto come i banditi, per poi togliersi il passamontagna e tornare a cena a casa facendo finta che è tutto a posto, mentre la verità è un’altra. Sono uomini che vivono una doppia identità e si nascondono proprio come i criminali per esser come loro e poterli cacciare. Spesso a cena a casa non ci tornano perché ci sono stati degli imprevisti sul lavoro – succede ad esempio che un papà, sempre per lavoro, non possa andare in ospedale dal figlio che sta per avere un intervento importante. Sono gli eroi della notte, silenziosi, che devono rendersi invisibili per dare la caccia a un altro invisibile. Grado di pericolosità di questo lavoro: altissimo. È una grande storia di detection e suspense. Una ricerca senza sosta di un uomo senza volto. Un senza volto che si può incontrare ovunque, anche facendo la fila al supermercato. Un invisibile che, in realtà, era visibile a tutti, come un albero in mezzo a una foresta”.
E chiudiamo con una dichiarazione dello sceneggiatore e co-produttore Pietro Valsecchi, forse il vero (schietto, interessante, ci ha rappresentato tanti interessanti ‘dietro le quinte’ e tutto il lavoro che ha fatto in varie regioni d’Italia e parlando con generali e colonnelli dell’Arma così come con magistrati, prendendo appunti) protagonista della conferenza stampa: “La cattura dell’ultimo Padrino rappresenta un momento decisivo della storia recente italiana. È il risultato di un lavoro istituzionale silenzioso e articolato, dove si incrociano memoria, giustizia e identità collettiva. Da qui scaturisce l’esigenza di restituire i fatti attraverso una narrazione consapevole e rigorosa. Questo progetto nasce da mesi di studio. Ho passato molto tempo a ricostruire eventi, psicologie e vuoti. L’incontro con Michele Soavi è stato la svolta naturale del percorso: il suo linguaggio visivo, la sua capacità di dare forma alla complessità del racconto erano ciò che questa storia richiedeva. Ho deciso così di tornare alla Sicilia — non come luogo da cartolina o stereotipo narrativo, ma come territorio vivo, contraddittorio, segnato ma capace di ricordare. Parla anche di questo la serie: di una ricerca della giustizia che resiste al tempo, della capacità delle istituzioni di colmare silenzi e ferite ancora aperte. È una storia di mafia, ma anche, e soprattutto, una storia di Stato: di fragilità, di resistenza, di compromessi, di coraggio. Raccontarla è un atto di responsabilità civile”.
Appuntamento a martedì e mercoledì prossimi, per un tassello importantissimo della nostra storia più recente.
(Franco Baccarini)