SUL DELICATO TEMA DELLA BULIMIA, IN ONDA SU RAI 1 IL 2 APRILE

RAI FICTION presenta “Qualcosa di lilla”, con Federica Pala, Alessandro Tersigni, Raffaella Rea, per la regia di Isabella Leoni. Si tratta di una coproduzione Rai Fiction – Master Five Cinematografica, in associazione con Armosia Italia, con il contributo del MIC – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Film TV in prima visione su Rai 1 il 2 aprile 2026. Opera che ha il merito di portare in prima serata della rete ammiraglia RAI una tematica di cui si parla ancora poco: i disturbi ‘psico-alimentari’ degli adolescenti. La protagonista, Nicole (straordinaria la prestazione di Federica Pala, romana, prossima ai 19 anni, che ha già colpito interpretando Sarah Scazzi in una serie dedicata al dramma di Avetrana), ha 15 anni, i genitori separati, la passione per la matematica, ma soprattutto il peso di un’adolescenza che la fa sentire ‘non abbastanza’. La bulimia diventerà la stampella su cui reggersi mentre tutto fuori sembra crollare. Ma approfondiremo lungo la sinossi.
Il cast artistico è composto da: Federica Pala (Nicole), Alessandro Tersigni (Cristiano), Raffaela Rea (Veronica), Margherita Buoncristiani (Luce), Miguel Bonini (Marco), Federico Coccia (Francesco), Costantino Comito (il Preside), Giuseppe Pestillo (il Prof. Cotugno), Rebecca Orlandi (la Prof.ssa Falleri), Valentina Valsania (la Dott.ssa Guidi), Maruska Albertazzi (la professoressa di Educazione Fisica), Angelo Monacelli (Andrea).
La regia è di Isabella Leoni. Il soggetto è di Maruska Albertazzi, autrice anche della sceneggiatura insieme con Fabrizio Bettelli e Christian Bisceglia.
Grazie all’Ufficio Stampa composto da Désirée Colapietro Petrini, Claudia Alì e Manuela d’Alessio, abbiamo assistito ad una visione privata per la stampa del film, che è risultata pienamente convincente su tutti i fronti (attoriale, registico, di script, etc.), due giorni prima della conferenza stampa RAI, che si è tenuta nella tarda mattinata di oggi presso la Sala Conferenze RAI di Via Alessandro Severo in Roma, alla presenza della regista Isabella Leoni, degli interpreti Federica Pala, Alessandro Tersigni, Raffaela Rea, Margherita Buoncristiani, Miguel Bonini, degli sceneggiatori Maruska Albertazzi (autrice del soggetto e del libro omonimo) con Christian Bisceglia e Fabrizio Bettelli, come già menzionati poc’anzi.
Veniamo alla sinossi del film.
Nicole ha 15 anni, una passione per la matematica e per scovare monete antiche col metal detector insieme a suo padre. Vive in un appartamento in periferia con la mamma che lavora in una palestra come personal trainer e con la quale ha un rapporto conflittuale come tutte le adolescenti, o quasi.
La mamma vorrebbe vederla più matura, più ‘grande’, mentre Nicole è ancora saldamente ancorata all’infanzia, anche grazie al rapporto speciale col papà poliziotto, che vede ogni fine settimana. I suoi genitori, infatti, si sono separati da poco e la ragazza si sta ancora adattando a questa nuova vita.
La vita di Nicole cambia quando nella sua classe arriva Luce, una nuova compagna. Luce è carismatica quanto travolgente e porta con sé tutto il disagio delle adolescenti di oggi. Come Lucignolo con Pinocchio, Luce trascina Nicole in un mondo fatto di eccessi, dove ogni cosa è spinta al massimo, dove ogni emozione deve essere assoluta.
Luce soffre di bulimia da quando era piccola, sembra che la malattia faccia parte di lei, che sia una delle sue tante caratteristiche, qualcosa che non deve far paura. Così Nicole scivola nella malattia come si scivola nell’età adulta, senza accorgersene. Una malattia della mente più che del corpo, quasi un marchio generazionale, un modo per sopravvivere alle pressioni della società.
Nicole si ammala ma nessuno se ne accorge, perché il suo corpo non cambia con lei. Solo dopo la morte di Luce per arresto cardiaco i genitori si renderanno conto dell’abisso in cui è caduta la figlia. Un abisso molto più nero e complesso di quanto non abbiano mai immaginato.
Il loro spaesamento iniziale, la falsa credenza che i disturbi alimentari possano guarire con un po’ di buona volontà, l’amara scoperta di un devastante senso di impotenza e, infine, la speranza di una guarigione che si può conquistare solo a caro prezzo rappresentano la parabola che ogni famiglia deve affrontare quando si trova a fare i conti con queste malattie.
Nicole.
Il personaggio principale è quello di Nicole (Federica Pala), che ha 15 anni, è molto brava in matematica (come detto) e molto poco nel gestire le relazioni. Ha un unico amico ed una vita sociale praticamente inesistente che preoccupa molto sua madre Veronica. La separazione dei genitori, avvenuta da poco e non ancora metabolizzata, è una delle scosse telluriche che contribuiscono a farla sentire instabile, inadeguata, in bilico, insieme alla sua incapacità di integrarsi, alla difficile relazione col corpo ed alla difficoltà a lasciar andare l’infanzia, rappresentata da suo padre Cristiano. Soffre di bulimia, ma ne diventa davvero consapevole solo dopo aver consolidato l’amicizia con Luce, la ragazza più bella e popolare della scuola. Luce e Nicole si legano proprio per il disturbo alimentare, ma sarà grazie alla loro amicizia che Nicole si salverà.
Isabella Leoni (regista).
Una dichiarazione dell’apprezzata regista Isabella Leoni: “Qualcosa di lilla non racconta la storia di una ragazza che guarisce, ma di una ragazza che compie un primo passo verso il cambiamento scegliendo di voler guarire. Il film suggerisce la necessità, per Nicole, di ritrovare la propria centralità costruendo una consapevolezza più solida, non più dipendente dallo sguardo esterno. La tensione centrale non risiede nella domanda ‘riuscirà a smettere?’, ma nella speranza che finalmente Nicole si lasci vedere e riesca a chiedere aiuto. La fotografia privilegia una palette calda e una texture materica che richiama la pellicola analogica. Questa scelta nasce dal desiderio di evitare un’eccessiva drammatizzazione visiva: i toni caldi e la grana dell’immagine costruiscono un’atmosfera realistica senza amplificarne la tragicità. L’uso della macchina a mano rafforza l’impianto intimo e soggettivo, permettendo di aderire alla sfera emotiva della protagonista. Le crisi alimentari sono rappresentate evitando ogni forma di spettacolarizzazione: vengono suggerite attraverso un montaggio frammentato e un lavoro sonoro specifico, privilegiando la dimensione psicologica rispetto a quella descrittiva. Le musiche originali amplificano la vibrazione emotiva ed evocano il rumore costante del conflitto interno che accompagna Nicole. In Nicole il disagio prende forma come un grido interiore trattenuto, capace di orientare la percezione di sé. I momenti di quotidianità vissuti a scuola, a casa o con gli amici rivelano quanto il suo dolore resti silenzioso e impercettibile agli altri. Qualcosa di lilla affronta la bulimia nervosa con uno sguardo che va oltre il sintomo, interpretando il comportamento alimentare disfunzionale come l’espressione di un bisogno di ascolto e riconoscimento”.
Conclusioni.
Questo tv-movie è meritorio ed è quello che la tv di Stato deve fare. Non sappiamo se sarà in grado di segnare gli ascolti che merita, perché la massa vuole amore, soap, marescialli, commissari et similia. Non ama essere ‘disturbata’ dal dover pensare, riflettere, dalla sofferenza, dalla vita vera, anche quella di una 15enne così ben tratteggiata dalla sceneggiatura e così straordinariamente interpretata dalla giovane protagonista (come abbiamo già sottolineato in apertura), sotto l’abile regia di Isabella Leoni.
Speriamo che sia utile per tante famiglie che vivono questi drammi che definiremmo ‘psico-alimentari’, e che troppo spesso sono abbandonate a se stesse. Anche questo deve fare il servizio pubblico, e la RAI lo fa spesso e volentieri. Gli spettatori più colti, sensibili (nell’accezione più nobile del termine), più attenti, e perfino più pretenziosi, saranno lieti di vedere questo film.
(Franco Baccarini)