SU RAI 1 UN COMMISSARIO ALLA SCOPERTA DEI SEGRETI DEL GRANDE PARCO DI ROMA

Presentata a noi della stampa nella mattina di venerdì 24 aprile, nel centro conferenze di Via Alessandro Severo nel quartiere EUR di Roma, questa miniserie che ci conduce verso la conclusione della ricchissima stagione fiction della Tv di Stato.
RAI FICTION presenta BUONVINO – MISTERI A VILLA BORGHESE, regia di Milena Cocozza, con Giorgio Marchesi (Giovanni Buonvino), Serena Iansiti (Veronica Viganò), Francesco Colella (Pierluigi Portanova), Matteo Olivetti (Daniele Cecconi), Daniela Scattolin (Ginevra Robotti), Ivan Zerbinati (Gozzi), Alberto Gimignani (Musiello), Fabrizio Parenti (Frascoli), Guglielmo Favilla (Cometti). Una produzione Palomar a Mediawan company in collaborazione con RAI Fiction con il contributo del Fondo del Ministero della Cultura. Miniserie in due serate in prima visione su RAI 1, giovedì 7 e 14 maggio 2026.
Soggetto e sceneggiatura di Salvatore De Mola e Michela Straniero, tratti dai romanzi del ciclo “Il commissario Buonvino” di Walter Veltroni editi da Marsilio.
Vediamo insieme la sinossi di serie.
Fin da piccolo a Giovanni Buonvino è stato insegnato che la giustizia trionfa sempre, che il bene vince sul male. Per questo, da grande, ha deciso di entrare in polizia. Per realizzare il suo sogno ha rotto anche con la famiglia, che gli aveva inculcato quei principi di giustizia e pulizia morale ma non certo perché diventasse uno sbirro. Giovanni ha fatto una bella carriera, arrivando al grado di vicequestore, ma durante un blitz per catturare un importante latitante commette un errore grave: per punizione viene relegato a un incarico burocratico, noioso e frustrante. Quando inizia la nostra storia la vita sembra dargli una seconda possibilità: in maniera del tutto inaspettata viene trasferito dal polveroso ufficio in questura al comando di un commissariato!
Ma quando scopre che la struttura che è chiamato a dirigere è quella di Villa Borghese, Buonvino capisce che non si tratta di una promozione, ma di un’ennesima punizione, anzi, di un vero e proprio scherzo: nel commissariato che sorge nel grande cuore verde di Roma non accade mai nulla. Ma il commissario Buonvino non si perde d’animo e fin da subito si rimbocca le maniche, convinto che questa sia davvero la sua opportunità per rimettersi in gioco. Inaspettatamente anche per lui, l’enorme parco si rivela essere non solo un luogo immerso nella natura e dedicato allo svago, ma anche un microcosmo che, con i suoi enigmi e i suoi misteri, ha tante storie da raccontare. E segreti inconfessabili da nascondere.
In questa avventura, Buonvino non è da solo. A Villa Borghese, infatti, si ritrova a dirigere una squadra di colleghi che non brilla certo per efficienza e professionalità. Nessuno scommetterebbe un centesimo su quei poliziotti, ma a modo suo, con il suo talento nelle indagini e la sua forte umanità, Buonvino saprà guidare questa sua nuova “famiglia” facendo sì che ognuno degli altri riesca a dare il meglio di sé. E col nuovo incarico Buonvino troverà – o ritroverà – anche l’amore, grazie alla sua vice, Veronica Viganò.
Con l’arrivo del commissario Buonvino, scopriremo che non è vero che Villa Borghese è un posto bellissimo dove non accade mai niente. Solo che adesso, grazie al nuovo commissario, i misteri che si nascondono fra palme, pini e abeti sono destinati a essere risolti.
Grazie all’Ufficio Stampa Viviana Ronzitti abbiamo preventivamente assistito alla prima puntata, “Buonvino e il caso del bambino scomparso”, che ci ha pienamente convinto per recitazione, script, regia, con una fotografia che ha messo in risalto le splendide location. Vediamo insieme la sinossi di questa prima puntata, per la sceneggiatura di Salvatore De Mola e Michela Straniero e la consulenza editoriale di Walter Veltroni, in onda giovedì 7 maggio.
Giovanni Buonvino viene nominato primo dirigente del commissariato di Villa Borghese, uno degli splendidi cuori verdi di Roma, la capitale con più verde d’Europa, dove non accade mai nulla. Per colpa di un errore compiuto anni prima durante un blitz, la sua carriera in Polizia sembrava essersi arenata, ma ora Giovanni può avere la sua seconda possibilità. A Villa Borghese, Buonvino trova una squadra di colleghi destinati lì o perché poco esperti o perché poco abituati all’azione, ma soprattutto poco consapevoli del proprio talento. Tra loro, inaspettatamente, c’è anche Veronica Viganò, un tempo collega e oggi sua vice, e con lei il commissario affronta subito un caso complicato: un uomo, Girolamo Nodari, sembrerebbe essersi tolto la vita al laghetto di Villa Borghese. Ma Buonvino non crede al suicidio e vuole vederci chiaro; indagando, capisce presto che quanto successo quel giorno rimanda ad un enigma del passato: la scomparsa del figlio di Nodari, avvenuta dieci anni prima proprio a Villa Borghese. Con la sua umanità e competenza, il commissario riuscirà a stimolare al meglio la sua squadra, risolvendo il caso e riscoprendo verso Veronica sentimenti sopiti da tempo.
Veniamo ai due protagonisti.
Giovanni Buonvino è interpretato da Giorgio Marchesi. Grazie alle sue eccellenti capacità investigative e umane, Giovanni Buonvino poteva avere una brillante carriera in Polizia. Peccato che, per colpa di un suo errore in un blitz, per anni è stato relegato all’ufficio relazioni con il pubblico. Ma la nomina a commissario di Villa Borghese è finalmente l’occasione per dimostrare di essere il bravo poliziotto che è, e Buonvino non vuole perdere questa seconda opportunità che la vita gli offre. Intuito, disciplina, rigore, ma anche empatia ed umanità sono le qualità che rendono Buonvino un poliziotto unico e una persona sempre attenta al prossimo. Con il suo modo di essere, il commissario è in grado di coinvolgere chi gli sta accanto, spronandolo a dare il meglio di sé.
Veronica Viganò è interpretata da Serena Iansiti. Due anni fa, quando suo marito e collega Roberto è morto in un incidente, a Veronica è crollato il mondo addosso. Per provare a ricostruire la sua vita ha chiesto il trasferimento a Villa Borghese, un commissariato più tranquillo dove però ha mantenuto un ruolo operativo. La grande qualità di Veronica è saper ascoltare gli altri e porre le domande giuste agli interrogati. Con il suo modo di essere brioso e solare, Veronica riesce a legare con chiunque le stia accanto e, grazie all’arrivo di Buonvino a Villa Borghese, capirà di essere pronta a scrivere un nuovo capitolo della propria vita.
Chiudiamo con una dichiarazione della regista Milena Cocozza: “Villa Borghese è un’anima verde, uno spazio che serba ricordi, manifesta bellezza, custodisce storie e fa respirare, letteralmente, una città meravigliosa e caotica come Roma. Ed è questa fin dal principio, la particolarità del concept di questa serie, l’ambientazione in questo luogo amatissimo dai romani che cinema e televisione non hanno mai realmente sfruttato. I gialli nati dalla penna di Walter Veltroni con protagonista Giovanni Buonvino hanno il loro fulcro in un commissariato situato all’interno di questo luogo idilliaco, apparentemente scevro dal male, dove il contrasto tra la bellezza della cornice e l’efferatezza dei delitti che vi vengono commessi crea un affascinante cortocircuito che ci dà modo di indagare la profondità dell’animo umano, in cui convivono costantemente meraviglia e orrore. Lavorare a Villa Borghese è stata una sfida registica entusiasmante: cercare di restituire la bellezza di questo luogo e del quartiere che lo circonda, di presentare la varietà di panorami, la ricchezza di vegetazione, il Bioparco e gli specchi d’acqua, le opere d’arte, raccontandola come una vera e propria isola a cui si fa sempre ritorno, è stata da subito la mia intenzione. L’intreccio di giallo e commedia umana in cui il protagonista – romano di adozione, nostalgico e colto, non in linea con i poliziotti sempre spezzati che siamo abituati a vedere in televisione – si trova a barcamenarsi, si snoda attraverso le storie, svelando segreti e misteri, attraverso l’uso della sua arma segreta, la profonda empatia che lo contraddistingue. Buonvino ama Roma, e la ama perché la cultura è la sua forza, il cinema il suo nutrimento, ed è attraverso il cinema che ci racconta questo suo amore. Il suo arrivo nel Commissariato di Villa Borghese rimette in discussione la natura del commissariato stesso e la vita dei suoi componenti. Lo fa perché questa serie parla soprattutto di seconda possibilità. Parla degli errori e della possibilità di ripararli. Parla del fatto che i difetti non sono altro che caratteristiche uniche che appartengono a ognuno di noi e che, se sfruttate appieno, possono trasformarsi in opportunità. Parla di sensibilità e capacità di valorizzare, parla di speranza e di amore. Ed è questo che ho cercato di fare, orchestrare al meglio quello che si è rivelato un gruppo profondamente affiatato. Un gruppo di interpreti favolosi e una crew che si è confermata ancora una volta una famiglia”.
(Franco Baccarini)