MINISERIE SU RAI 1, IL 27 E 28 GENNAIO

Stamane abbiamo partecipato alla conferenza stampa RAI di presentazione di “MORBO K – CHI SALVA UNA VITA, SALVA IL MONDO INTERO”, per la regia di Francesco Patierno, con Giacomo Giorgio, Vincenzo Ferrera, Marco Fiore, Dharma Mangia Woods, Christoph Hulsen e Flavio Furno, con la partecipazione del compianto Antonello Fassari (scomparso nell’aprile scorso) e con la partecipazione straordinaria di Luigi Diberti. Si tratta di una coproduzione RAI FICTION – FABULA PICTURES – RAI COM.
Roma, settembre 1943. Kappler, capo delle SS di stanza a Roma, minaccia la comunità ebraica chiedendo un tributo in oro: cinquanta chili per non essere deportati. Un ricatto mostruoso che alcuni già sospettano essere un imbroglio. È questo l’incipit di “Morbo K”, la serie tv in due serate, con la regia di Francesco Patierno, in onda su Rai 1 in prima serata, martedì 27 e mercoledì 28 gennaio. Mentre gli ebrei romani si interrogano su cosa fare e come mettere insieme in 24 ore l’oro richiesto da Kappler, il professor Prati (interpretato da Vincenzo Ferrera), direttore del Fatebenefratelli, l’ospedale che è a due passi del Ghetto, intuisce le vere intenzioni del colonnello tedesco e riesce a trasferire alcune famiglie ebree in un reparto speciale, salvandole di fatto, da un atroce destino. Per evitare che i nazisti raggiungano l’Isola Tiberina, il medico ha la brillante idea di inventare un virus altamente contagioso che si sta diffondendo rapidamente: è il letale “Morbo K” e chiunque mostri i sintomi deve essere isolato per evitare l’epidemia.
Lo stratagemma per un po’ sembra sufficiente a tenere gli ebrei al sicuro all’interno dell’isola e con i nazisti a distanza. Tra le famiglie ebree care al direttore, c’è anche quella di Silvia Calò, una giovane dal grande talento artistico. Silvia, interpretata da Dharma Mangia Woods, si innamora quasi subito di Pietro Prestifilippo (l’attore Giacomo Giorgio), giovane assistente del professor Prati, che ricambia il suo sentimento, malgrado sia già promesso sposo ad un’altra ragazza, per volere familiare. La morsa sugli ebrei romani del ghetto, intanto, si stringe sempre di più, la vita di Pietro e Silvia è legata a un filo, quello della Resistenza, mentre il professor Prati e gli ebrei ricoverati nel reparto K devono trovare una via di fuga. Il 16 ottobre del 1943, i cinquanta chili d’oro sono già nelle casse dei nazisti, ma Kappler ordina lo stesso il rastrellamento degli ebrei del ghetto contravvenendo così alla parola data. I soldati tedeschi riescono a caricare 1.259 persone della comunità sui treni destinati ai lager e su un treno c’è anche la famiglia Calò. Il destino di Silvia, Pietro e del professor Prati si consumerà nelle ultime drammatiche ore prima che quel treno lasci Roma.
Preventivamente visionato grazie all’Ufficio Stampa Carola Piluso (BOOM PR), caldeggiamo la visione di un’opera che oltre ad un valore storico e culturale è stato realizzato con intense interpretazioni, apprezzabilissime regia, montaggio e fotografia, e tanto altro ancora che scoprirete tra poco più di una settimana.
(Franco Baccarini)