BERLINALE 76 – UN PREMIO ALL’ITALIA

L’Orso d’Argento per la miglior sceneggiatura è andato a “Nina Roza”

Si è appena concluso il Festival del Cinema di Berlino 2026, la 76ma edizione del terzo festival più importante del mondo, dopo Cannes e Venezia, e c’è anche un po’ d’Italia nel palmarès.

Difatti, L’Orso d’Argento per la miglior sceneggiatura è andato a “Nina Roza” di Geneviève Dulude-De Celles con Chiara Caselli (indimenticata meravigliosa e sensualissima musa del miglior cinema d’autore internazionale degli anni Novanta e del primo decennio del nuovo millennio, ma che ha sempre continuato con successo di critica la professione di attrice internazionalmente apprezzata e riconosciuta, come anche questo successo berlinese dimostra) e coprodotto da UMI Films di Lorenzo Fiuzzi e Bardo Tarantelli.

Il film è una coproduzione internazionale di Colonelle Films (Canada),  Echo Bravo (Belgio), Ginger Light Films e Premiere Studio (Bulgaria) e – come detto – dell’italiana UMI Films di Fiuzzi e Tarantelli.

UMI Films è una società con sede a Roma specializzata nello sviluppo creativo, nella produzione cinematografica e nelle co-produzioni internazionali. La sua missione è dare voce a una nuova generazione di registi e narratori. Tra i lavori recenti  “Amusia” di Marescotti Ruspoli (Premio del Pubblico al Tallinn Film Festival 2022) e “L’infinito” di Umberto Contarello (scritto con Paolo Sorrentino, e di cui ci siamo occupati). UMI Films è attualmente impegnata nella conclusione di altri film (come “Dark Vertigo” di Giancarlo Soldi) ed è in pre-produzione e produzione di altre pellicole di respiro internazionale.

Non possiamo non concludere con la motivazione del Premio della Berlinale a “Nina Roza”:  

Per l’incredibile uso del silenzio e la sua profonda, e cruda onestà. La scrittura non si limita a raccontare una storia, ma trova una verità universale che appartiene a tutti noi. Coglie la delicatezza di un percorso personale con parole che risultano al tempo stesso intime e universali. Attraverso una prospettiva brillante e sorprendente, l’autrice ci consente di oltrepassare i confini del tempo e dello spazio. È un capolavoro che svela l’essenza stessa della vita umana attraverso la forza della parola scritta. Per la sua bellezza profonda e architettura emotiva, abbiamo amato il modo in cui si è dispiegata davanti a noi e come il film ci ha lentamente avvolti. È stata senza dubbio scritta in modo magnifico. L’Orso d’Argento per la Migliore Sceneggiatura va a Geneviève Dulude-De Celles per Nina Roza.

(Franco Baccarini)

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